Fotovoltaico: situazione attuale in Italia

Il perchè della diffusione del fotovoltaico

 

Produrre energia da fonti rinnovabili (in questo caso dal Sole) è uno degli obiettivi che tutti i paesi industrializzati e non si stanno ponendo per poter arrivare nel giro dei prossimi anni ad un’economia che non sia strettamente dipendente da petrolio, carbone ed altri combustibili fossili.

L’Italia, essendo anche collocata in una zona centrale tra l’Equatore ed il Polo Nord può contare su un’incidenza dei raggi solari e su una presenza di ore di luce abbastanza regolare durante tutto l’anno. Quindi produrre energia dal Sole è piuttosto vantaggioso per la nostra economia.

 

La situazione attuale in Italia dell’energia fotovoltaica

 

Nel Belpaese ci sono ad oggi oltre 650.000 impianti fotovoltaici sparsi sul territorio di dimensioni differenti. La loro diffusione è massima nei territori pianeggianti di Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna.

L’Italia ad oggi è autosufficiente dal punto di vista energetico: si riescono, infatti, a produrre circa 124 GW contro una richiesta massima che negli ultimi anni nei giorni di picco ha sfiorato i 60 GW.

La produzione di energia prodotta da impianti fotovoltaici corrisponde attualmente a circa il 5% del fabbisogno totale con una rapida crescita che si è avuta tra il 2011 ed i 2013 grazie a politiche economicamente favorevoli all’installazione di nuovi impianti.

Attualmente sono in funzione in Italia poco più di 650 mila impianti con una potenza totale corrispondente di circa 18 milioni di kW. L’83% degli impianti italiani ha una potenza inferiore ai 6 kW (sono impianti di tipo residenziale).

Il nostro paese vanta inoltre la terza posizione al mondo dal punto di vista della potenza fotovoltaica ed è preceduto solamente da Germania e Cina; siamo davanti a super potenze come Giappone e Stati Uniti.

 

Situazione fotovoltaico al 2015 e sviluppi futuri

 

Riguardo la situazione attuale, il trend 2015 del fotovoltaico italiano sembra aver subito una battuta d’arresto. La crescita del contributo del fotovoltaico sulla domanda energetica nazionale è in aumento, ma si installano meno impianti. La maggior parte dell’energia prodotta oggi proviene dai piccoli impianti di tipo residenziale con potenze comprese tra i 3 ed i 6 kW.

Il 2015 è visto come un anno interlocutorio, di stallo, poiché non sono ancora ben chiare le politiche energetiche che si vogliono intraprendere a livello nazionale per il futuro.

Ad oggi un impianto fotovoltaico senza incentivi non è conveniente. I costi sostenuti inizialmente vengono recuperati in un arco temporale troppo lungo (oltre i 20-25 anni) che porta anche ad un decadimento delle prestazioni medie del pannello fotovoltaico.

Un pannello dura, infatti, in media al massimo una trentina d’anni stando alle tecnologie attuali, dopo necessita di essere sostituito. Fino a quando veniva detratto dalle tasse il 50% o più dell’intera spesa sostenuta per un impianto i suoi costi venivano riassorbiti in circa 10 anni e questo ha fatto esplodere un vero e proprio boom nel settore.

Inoltre se l’Italia non deciderà tuffarsi seriamente nelle energie alternative ottenibili da fonti rinnovabili non ci saranno società grandi pronte ad investire ingenti capitali nel fotovoltaico. Va anche aggiunto che per avere un impianto che produca molta energia tramite il Sole servono grandi superfici di territorio ed inoltre bisogna mettere in conto un impatto ambientale non indifferente.

Attualmente la legge di stabilità del 2014 ha prorogato le detrazioni del 40% fino alla fine del 2015, mentre dal 1 gennaio 2016 queste saranno solo del 36%. Il fotovoltaico è e sarà una delle strade del futuro, oggi, però, per essere proficuo deve essere sostenuto da politiche audaci.