Cannabis a scopo terapeutico, perché utilizzarla?

Intorno all’utilizzo della cannabis a scopo terapeutico sono ancora numerosi i pregiudizi, che associano l’utilizzo di questa sostanza ai cosidetti “spinelli”. L’accostamento in realtà non è corretto: la marjiuana utilizzata a scopo stupefacente non è selezionata, mentre la cannabis, per essere adatta a scopi di cura e terapia, deve rispettare precisi parametri, principalmente riguardo le quantità di principi attivi in essa contenuti. Le piante così selezionate vengono usate per produrre oli e altri medicamenti utili nel trattamento di numerose patologie che comportano dolori cronici, nausea e vomito. Per la sua azione antidolorifica e antiemetica la cannabis viene utilizzata anche nel trattamento di supporto ai pazienti chemioterapici.

Cosa è la cannabis

Nota anche come canapa, è una pianta in origine presente in Asia, dove da secoli è utilizzata per le sue proprietà antidolorifiche. Tra i vari principi attivi in essa contenuti, i più conosciuti sono di certo il THC e il CBD. Nelle produzioni ad uso terapeutico, particolare attenzione viene data alla selezione di piante che presentino un corretto bilanciamento dei vari componenti, in modo da ricavarne dei trattamenti efficaci. L’azione combinata delle varie molecole della cannabis produce un effetto antidolorifico e di rilassamento.

La cannabis a scopo terapeutico viene somministrata sotto forma di olio: le ricerche hanno dimostrato che è questa la modalità con cui l’organismo assorbe meglio i componenti, mentre l’assuzione tramite inalazione o tisana genera una dispersione dei principi attivi.

Cannabis a scopo terapeutico

La somministrazione di preparati a base di cannabinoidi risulta un adeguato supporto nel trattamento di numerose patologie, comprese alcune malattie neurodegenerative, oltre che in tutti gli stati di dolore cronico.

Il primo campo di applicazione, nonchè il più noto, è quello della terapia del dolore. In questi casi l’utilizzo di THC può dare buoni risultati in tutti quei casi in cui il trattamento con gli antidolorifici tradizionali (cortisonici, antinfiammatori e oppiacei) non abbia portato risultati di rilievo. E’ stato rilevato dai ricercatori che la ragione è dovuta all’azione che la molecola di THC svolge sul sistema nervoso centrale, riuscendo a neutralizzare le sensazioni di dolore che arrivano dai recettori al cervello.

Per questo motivo, la cannabis contenente THC negli ultimi anni è stata adottata anche nelle cure di supporto a pazienti affetti da patologie invalidanti o che comportano dolore cronico, quali la sclerosi multipla, neoplasie, fibriomialgia.

Nel trattamento dei pazienti chemioterapici la cannabis è utile, oltre che per la sua azione antidolorifica, come stimolatore dell’appetito e antiemetico (limitando la sensazione di nausea e gli attacchi di vomito).

In molte patologie a uno stadio avanzato – non solo tumori, ma anche AIDS, anoressia,…- si assiste a una inappetenza cronica. Dove non hanno effetto le cure tradizionalmente utilizzate, il THC si è dimostrato utile nello stimolare l’appetito di soggetti che, già debilitati, avrebbero visto peggiorare ulteriormente le loro condizioni.

Benefici effetti sono stati rilevati in pazienti che presentavano spasticità muscolare, a causa di varie forme di sclerosi, a malattia di Parkinson, o sindrome di Tourette, e nel controllo della pressione degli occhi di soggetti affetti da glaucoma.

Per ammissione della stessa comunità scientifica, la ricerca sul potenziale terapeutico della cannabis è praticamente agli albori, pertanto nei prossimi anni potrebbero emergere nuovi utilizzi.

Per chi volesse approfondire l’argomento consigliamo di visitare questa pagina del sito della fondazione Umberto Veronesi: https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/altre-news/cannabis-terapeutica-ecco-quali-patologie-e-consigliata

Cannabis a scopo terapeutico, chi la prescrive?

In generale, il cannabidiolo e i principi attivi contenuti nella cannabis, agendo sul sistema nervoso centrale, trovano utilizzo in tutti quei casi in cui è necessario trattare dolore cronico, nausea, inappetenza, stati di debolezza generale conseguenti a qualche patologia. Se i farmaci tradizionali non hanno sortito effetti, o il paziente per sensibilità individuale non tollera alcuni trattamenti, lo specialista può prescrivere un trattamento a base di cannabis.

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